De Magnanimitate. La grandezza d'animo per Andrea Matteo Acquaviva. Testo, traduzione, commenti a cura di Francesco Tateo
Disponibilità: Immediata!
€ 30,00
Descrizione
Andrea Matteo, al tempo stesso abile condottiero ed estimatore, nonché conoscitore, dell’arte e del pensiero filosofico e scientifico, era divenuto per Pontano la personificazione stessa della magnanimitas: un principe capace di dimostrare grandezza d'animo, virtù morale e pervenire alla gloria, tanto nel campo militare quanto in quello culturale. La magnanimità si configura come coronamento di tutte le virtù, ideale supremo che - accanto a prudenza e giustizia - il governante deve perseguire nella sua azione rivolta a garantire l’ordine e la pace civile soprattutto in periodi di crisi e di forte instabilità politica com’erano specialmente quelli di fine secolo.
Dalla Prefazione di Caterina Lavarra
Qui veramente si attua la convergenza fra etica e politica nella figura simbolica del
Principe. Utopia umanistica quanto mai feconda, fondata come la rinascita del latino sul restauro dei testi antichi, e valida per lo meno come punto di riferimento dell’ideologia settecentesca della monarchia illuminata. Utopia ancor viva nel prosieguo della cultura umanistica del secolo XVI, quando si pensi che una volta venuto meno il prestigio del Principe e ricostituitasi l’immagine della civiltà cortese nella nuova corte rinascimentale,emersero le figure del Cortigiano e del Gentiluomo, che ereditarono, nel nuovo genere di arte del comportamento ispirato alla grandezza e alla bellezza, proprio quella forma di convergenza fra etica e politica nel segno del classicismo, cioè del modello antico identificato con i caratteri della bellezza e dunque dell’arte.
Dall’Introduzione di Francesco Tateo
Francesco Tateo, professore emerito dell’Univ. degli Studi di Bari, ha ivi insegnato Letteratura italiana e Letteratura umanistica nella Facoltà di Lettere e Filosofia, di cui è stato Preside dal 1977 al 2004. È stato Presidente dell’Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento meridionale, dell’International Association for Neo Latin Studies, è socio dell’Accademia dell’Arcadia, presiede il comitato del Ministero dei Beni culturali per l’Edizione Nazionale delle opere di Giambattista della Porta. Si è ampiamente occupato di Dante, Petrarca e Boccaccio, dell’Umanesimo e del Rinascimento, della storia del Classicismo nell’Ottocento e nel Novecento. Ha diretto i sei tomi della Storia di Bari e pubblicato i due volumi sul Quattrocento della Letteratura italiana presso Laterza, ha pubblicato La letteratura nella Storia d’Italia, e ha largamente collaborato all’Enciclopedia Dantesca
della Treccani.
