Donne tra Tardoantico e Medioevo: miti, modelli e figure
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Descrizione
̔Ιστοριη - Collana di Studi e Monumenti
per le Scienze dell’Antichità, 12
Galatina, Congedo Editore, 2026
cm 24 x 17, pp. 144.
Nel corso del Medioevo il rapporto con l’antichità classica non si configurò come una semplice conservazione passiva del patrimonio greco e latino, ma come un processo complesso di trasmissione, reinterpretazione e trasformazione culturale. I testi degli autori antichi continuarono infatti a circolare nei monasteri, nelle scuole cattedrali e, successivamente, nelle università, dove furono copiati, commentati e adattati alle esigenze intellettuali e religiose della società medievale. La ricezione dei classici si sviluppò dunque all’interno di un dialogo continuo tra auctoritas pagana e cultura cristiana, nel quale il sapere antico veniva selezionato, reinterpretato e spesso integrato entro nuovi orizzonti filosofici e teologici. Lungi dall’essere un’epoca di mera decadenza culturale, il Medioevo rappresentò una fase decisiva per la sopravvivenza della tradizione classica. Le opere degli autori antichi vennero sottoposte a letture allegoriche e morali che ne modificarono profondamente il significato originario. L’autorità dei classici non derivava soltanto dal loro valore letterario, ma anche dalla possibilità di armonizzarne il contenuto con la visione cristiana del mondo.
Sabina Tuzzo è professore ordinario presso l’università del Salento dove insegna
lingua e letteratura latina. Ha pubblicato una monografia relativa al problema
della tradizione manoscritta della Vita sancti Gregorii Papae di Paolo diacono,
l’edizione critica in due volumi del terzo libro del De Summo Bono di Ulrico di
Strasburgo, e quella dei primi tre trattati del VI libro. Ha rivolto la sua attenzione allo studio e all’analisi di alcuni Epigrammata Bobiensia e di numerosi Carmina Burana in rapporto alle loro fonti, pubblicando numerosi contributi tra cui una monografia. Si è occupata, inoltre, di alcuni aspetti del teatro di Rosvita di Gandersheim e del suo rapporto con Terenzio, della ricezione di alcuni miti classici in epoca medievale e dell’epistolario di Eloisa di Nôtre dame.
